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“Richelieu”, 1973

Dal 13 giugno al 25 novembre 2007

MIGUEL BERROCAL

... è singolare che l’artista proceda nella stessa direzione del Tao-Tecing. Nel Libro della Norma di Lao Tse troviamo un’identica considerazione sull’apparente vuoto nel quale tutto si compie: “la Norma è simile alla cavità di un vaso che, per quanto riempito non è mai pieno, e così, svuotato non risulta mai vuoto: una profondità dalla quale sembra trarre origine ogni cosa”.
E ancora: “in una ruota trenta raggi convergono in un solo mozzo al centro, e da quel piccolo vuoto dipende l’utilità del carro. Così da un pezzo di argilla si può ricavare un vaso, ma è dalla cavità interna che dipende l’utilità dello stesso.... infatti, è solo dal non essere che si realizza l’essere. “È questo il segnale dell’interesse di Berrocal: saper esprimere attraverso l’alto sviluppo della tecnologia, fino al limite dell’atto gratuito, nell’esaltazione della pura forma (estremo retaggio brancusiano), una ragione filosofica e storica di lontanissime radici, una verità che sembra nascere con la stessa natura; e con tanta più tenacia quante più difficoltà pone una disciplina individualistica e impopolare come la cultura.

Vittorio Sgarbi
Tratto da: IL PRINCIPIO TAOISTA DI MIGUEL BERROCAL, 1987

Oltrepassando i canoni della statuaria tradizionale, Berrocal ha voluto superare l’aspetto esterno della forma, scomponendo le sue opere in vari elementi incastrati tra di loro, ed andare oltre la superficie della scultura, immaginando un prolungamento interno dei volumi esterni che delimitano l’opera: una “scultura” dentro la scultura.


For Berrocal, making sculpture – whether in bronze, marble, wood, or more recently in kevlar – is not merely a matter of craft and design but a matter of finding a physical and symbolic language to deal with these technical and formal processes. The language of form requires both precision and extreme formal acuity, verging on a scientific know-how and the ability to articulate traditional plastic ideas through sensory inventiveness, abstract thinking, and mathematical process. Berrocals language as an artist is founded on a thorough formal understanding of space and a clear technical knowledge of materials. Yet there is also a deeper conceptual language, a language that transcends the delimitations of the visible. It is within the visible that Berrocal brings us to another level of cognition, a sensory cognition, a memory of form in relation to history. For within the visible lives the invisible, and the invisible itself becomes the opening to another series of abstract elements that engaging not only to the eye, but to the mind as well.

Robert C. Morgan
Estratto del catalogo della mostra “BERROCAL, FORME ET MOUVEMENT”, Musée Olympique, Losanna, 1998



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