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Kegel mit Lichtscheibe - 1998
 Marmor Portoro, Aluminium
 31,5 x 16 cm
 Lichtscheibe: Ø 40 cm

Dal 24 gennaio fino a metà giugno 2007

KLAUS HORSTMANN-CZECH

Modulazioni di Luce

Klaus Horstmann-Czeck vive a Heidelberg e in Italia, soprattutto a Carrara come ci si aspetta da uno scultore classico che lavora molto con il marmo.
Ciò nonostante la sua storia è legata strettamente a Berlino. Nei primi anni ’70 aveva perfino una galleria d’arte a Berlino.
E’ andato a scuola dallo scultore Bernhard Heiliger e quindi ha riconosciuto la sua destinazione artistica. A prima vista oggi non si riconosce più il maestro nelle opere dell’artista; soprattutto nei lavori più recenti predomina un rigore della forma che Bernhard Heiliger non condivideva; tuttavia egli è sempre stato un maestro che apprezzava l’indipendenza dei suoi scolari.
Alcuni singoli elementi però ricordano il grande maestro, soprattutto l’uso della sfera e dell’asta – come nella scultura “Segni di tempo” – che sono forme plastiche antiche che affascinano entrambi gli scultori.
Con il suo “Rilievo di luce II” Horstmann-Czech riesce a riprodurre con il materiale classico ciò che i costruttivisti hanno creato con i loro materiali trasparenti: la luce stessa diventa il soggetto dell’opera. Sulla superficie fortemente ondulata del marmo bianco di Carrara la luce crea degli effetti di chiaroscuro che, a loro volta, provocano effetti architettonici e quasi immateriali. La pietra chiara e il luccicare del sole si uniscono in un’unità mutevole.
Molte volte nelle opere dell’artista si riconoscono riferimenti trascendentali che devono la loro origine alla natura, anche se l’astrazione è talmente progredita come nel lavoro grande “Panta rhei”.
Le opere di Horstmann-Czech si possono considerare anche oggetti di meditazione: danno una sensazione di ordine, tranquillità e concentrazione. L’artista lavora in maniera maestosa i materiali classici e riesce a ricavarne delle forme che non solo stupiscono, ma sono anche dotate di una delicatezza ed eleganza che ci inducono a toccare ed accarezzare le sculture stesse.
Un’altra caratteristica dell’opera di Horstmann-Czech è costituita dalla combinazione dei materiali. L’unità delle varietà, la combinazione di opposti, la coincidentia oppositorium, come la chiamavano gli alchimisti, rappresenta il risultato, l’opera stessa.
Nel lavoro titolato “Carosello” l’acciaio inossidabile ed il marmo si uniscono in un cerchio che sembra un’unità unica, nonostante si incontrano i materiali più diversi, forme tonde e quadre, superfici lisce e strutturate. Quest’opera contribuisce al supporto dell’idea del movimento che si sviluppa all’interno del circolo.
“Sfera di luce” è come il sole. Anche in questo caso il centro dà la sensazione dell’immateriale, fatto di luce e sostenuto dall’anello forte del marmo. Al centro si trovano la luce, il sole e l’uomo.
Nella maggior parte delle sue opere l’artista Horstmann-Czech supera la forza della gravità.
Le pietre sembrano essere completamente leggere. L’artista è riuscito a combinare gli elementi più svariati. Chi altro sarebbe quindi più destinato a coinvolgere anche l’acqua, per esempio sotto forma di fontane, nelle sue creazioni artistiche.
L’opera di Horstmann-Czech deve le sue reverenze alla tradizione che origina nei tempi antichi fino all’epoca egiziana. La scultura arcaica nacque dall’immaginazione geometrica, e alla geometria ritorna la scultura moderna, tramite il passaggio dell’uomo, per occuparsi dello spazio, del volume e del materiale.

Dr. Ursula Prinz
Vice direttrice della „Berlinische Galerie“, Berlino



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