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Dal 26 gennaio a fine maggio 2005

ANDREA MÜLLER

All’insegna della polarità:
le ceramiche di Andrea Müller

Spontaneità e rigore: con queste caratteristiche - all’apparenza inconciliabili - si può descrivere probabilmente nel modo più pertinente l’opera creativa di Andrea Müller. Tali peculiarità contraddittorie diventano nel suo lavoro poli opposti che si condizionano a vicenda e nel cui campo di forze ha origine l’opera.

L’argilla grezza - difficile da plasmare - che l’artista predilige per i recipienti raku, si lascia modellare in chiare e severe forme, assumendo le fogge di solidi stereometrici come la sfera, l’ovoide o il cilindro che in genere presentano pareti ben tornite.

Solo questo materiale può essere usato, affinché l’opera presenti quella caratteristica superficie lavorata che conferisce vitalità alla forma precisa. Sulla parte esterna - anche se consapevolmente non ovunque - può venire alla luce l’essenza stessa del recipiente.

Gli smalti sono usati con parsimonia al fine di sottolineare le forme. A volte tramite accenti di colore “pittorici” o simili a disegni, o con lesioni della superficie, si raggiunge un effetto quasi provocatorio. Tipica per i suoi recipienti di porcellana è la levigatura di determinate parti al fine di ottenere una lucentezza metallica, ad esempio sul bordo sempre accuratamente plasmato dell’apertura che cinge il recipiente come un fermaglio. Il materiale grezzo, spesso screpolato, dei robusti recipienti raku è in presunto contrasto con le opere in porcellana pitturate di nero/bianco/grigio, le quali - in modo delicato, vulnerabile e nobile - esaltano le forme primitive.

Nei lavori di Andrea Müller priorità assoluta è data al volume, inteso sia come estensione nello spazio sia come occupazione dello stesso. L’artista concepisce i recipienti dal punto di vista scultorio; non per niente ha scelto la scultura come seconda materia di studio. In questa tensione fra rigore e spontaneità risiede la forza e la particolaritàdel lavoro di Andrea Müller; l’argilla come materia prima permette all’artista di esplorare nuove possibilità e espressioni artistiche.

Estratto da un testo del Prof. Dr. Florian Hufnagl
Die Neue Sammlung, Staatliches Museum für angewandte Kunst, München
Design nella Pinakothek der Moderne



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